martedì 14 maggio 2013

il primo furto italiano ai danni di Trieste: lo zero altimetrico


Dopo la dissoluzione dell'Impero Austro-Ungarico, l'italica stupidità si concretizzò nelle nostre terre in molte maniere; alcune, del tutto prive di logica.

Lasciamo la descrizione di un esempio di tale stupidità alla mirabile penna di Paolo Rumiz ("La via della Bora"):

Nel 1918 col passaggio di Trieste all’Italia il punto zero trigonometrico agganciato al livello del mare non fu più calcolato sull’Adriatico Settentrionale, ma sul Tirreno, con punto di riferimento Genova.
E poiché il mare d’Occidente era mediamente più basso di quaranta centimetri rispetto a quello d’Oriente, il livello reale del mare a Trieste risultò quasi sempre superiore a quello virtuale impostoci dall’Italia il che falsava dalle nostre parti le misure altimetriche calcolate su quello zero d’ importazione: c’erano sempre quaranta centimetri in meno.
Gli italiani ignoravano che tutto il reticolo delle altimetrie austro-ungariche era stato costruito proprio a partire dallo zero triestino e per la precisione sul livello del mare nel Canale di Ponterosso misurato dai geografi imperiali. Non sapevano che l’altezza dei monti Transilvani e della Slovacchia, dei campanili dell’ Ungheria e del Tirolo, delle colline di Moravia e delle isole dalmate dipendevano tutti dal mare di Trieste primo porto dell’ Impero.
Ma anche dopo il 1918 le nazioni nate dalla dissoluzione dell’ Austria-Ungheria conservarono le trigonometrie imperiali. Tutte salvo l’Italia alla frontiera dell’est ! Con il risultato che oggi dal Lago di Costanza ai Carpazi le altimetrie di mezza Europa sono calcolate su di una città - Trieste- che, per una beffa del destino non può misurare in modo veritiero nemmeno se stessa.

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