Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post

domenica 4 agosto 2013

motivi per cui Trieste deve esser grata all'Italia - 6 - la libertà economica

L’Index of Economic Freedom è uno studio pubblicato annualmente in collaborazione dal Wall Street Journal e The Heritage Foundation, con lo scopo di valutare le nazioni del mondo in base alla libertà presente nella economia di ogni singola nazione.

Il giudizio viene espresso in base a dieci criteri che valutano la libertà di ogni individuo nel controllare la propria manodopera e la propria proprietà. Secondo questo concetto in una società che è libera economicamente, gli individui hanno la possibilità di lavorare, produrre, consumare e investire come pensano sia meglio. Questa libertà deve essere protetta e non costretta dallo Stato.

Le categorie sulle quali si basano le valutazioni sono: i diritti di proprietà, la libertà dalla corruzione, la libertà fiscale, la spesa governativa, la libertà per le aziende, la libertà della manodopera, la libertà monetaria, la libertà commerciale, la libertà di investimento e la libertà finanziaria.

I punteggi in queste categorie vengono sommati per arrivare ad un punteggio totale.

Le nazioni vengono poi inserite in varie categorie a seconda del punteggio. Le nazioni “libere” hanno raggiunto un punteggio pari o superiore a 80. Le nazioni “prevalentemente libere” hanno raggiunto un punteggio compreso tra 70 e 79.9. Le nazioni “moderatamente libere” hanno ottenuto un punteggio compreso tra 60 e 69.9. Le nazioni “prevalentemente non libere” hanno ottenuto un punteggio da 50 a 59.9 mentre le nazioni “represse” hanno ottenuto un punteggio inferiore a 50.

Due dati interessanti:

  • l'Italia si classifica all'OTTANTADUESIMO POSTO, molto distaccata da qualsiasi altro paese europeo, ed ex-aequo con fari di civiltà quali l'Arabia Saudita
  • questo studio l'ho scoperto da un sito che, significativamente, si intitola italiansinfuga


Ecco la classifica completa:

Hong Kong 89.3
Singapore 88.0
Australia 82.6
Nuova Zelanda 81.4
Svizzera 81.0
Canada 79.4
Cile 79.0
Mauritius 76.9
Danimarca 76.1
USA 76.0
Irlanda 75.7
Bahrain 75.5
Estonia 75.3
Regno Unito 74.8
Lussemburgo 74.2
Finlandia 74.0
Paesi Bassi 73.5
Svezia 72.9
Germania 72.8
Taiwan 72.7
Georgia 72.2
Islanda 72.1
Lituania 72.1
Austria 71.8
Giappone 71.8
Macau 71.7
Qatar 71.3
Emirati Arabi Uniti 71.1
Repubblica Ceca 70.9
Botswana 70.6
Norvegia 70.5
Giordania 70.4
Saint Lucia 70.4
Corea del Sud 70.3
Bahamas 70.1
Uruguay 69.7
Colombia 69.6
Armenia 69.4
Barbados 69.3
Belgio 69.2
Cipro 69.0
Slovacchia 68.7
Macedonia 68.2
Perù 68.2
Oman 68.1
Spagna 68.0
Malta 67.5
Ungheria 67.3
Costa Rica 67.0
Messico 67.0
Israele 66.9
Giamaica 66.8
El Salvador 66.7
Saint Vincent and The Grenadines 66.7
Lettonia 66.5
Malesia 66.1
Polonia 66.0
Albania 65.2
Romania 65.1
Bulgaria 65.0
Francia 64.1
Rwanda 64.1
Thailandia 64.1
Dominica 63.9
Capo Verde 63.7
Kuwait 63.1
Portogallo 63.1
Kazakistan 63.0
Turchia 62.9
Montenegro 62.6
Panama 62.5
Trinidad e Tobago 62.3
Madagascar 62.0
Sud Africa 61.8
Mongolia 61.7
Slovenia 61.7
Croazia 61.3
Ghana 61.3
Paraguay 61.1
Uganda 61.1
Sri Lanka 60.7
Italia 60.6
Arabia Saudita 60.6
Namibia 60.3
Guatemala 60.0
Burkina Faso 59.9
Azerbaijan 59.7
Repubblica Dominicana 59.7
Kirghizistan 59.6
Marocco 59.6
Libano 59.5
Gambia 58.8
Zambia 58.7
Serbia 58.6
Cambogia 58.5
Honduras 58.4
Filippine 58.2
Tanzania 57.9
Gabon 57.8
Brasile 57.7
Benin 57.6
Belize 57.3
Bosnia e Erzegovina 57.3
Isole Fiji 57.2
Swaziland 57.2
Samoa 57.1
Tunisia 57.0
Indonesia 56.9
Nicaragua 56.6
Vanuatu 56.6
Mali 56.4
Tonga 56.0
Kenia 55.9
Yemen 55.9
Moldavia 55.5
Senegal 55.5
Grecia 55.4
Malawi 55.3
India 55.2
Nigeria 55.1
Pachistan 55.1
Bhutan 55.0
Mozambico 55.0
Seychelles 54.9
Egitto 54.8
Costa d’Avorio 54.1
Djibouti 53.9
Niger 53.9
Guyana 53.8
Papua Nuova Guinea 53.6
Tajikistan 53.4
Bangladesh 52.6
Camerun 52.3
Mauritania 52.3
Suriname 52.0
Cina 51.9
Guinea 51.2
Guinea-Bissau 51.1
Russia 51.1
Vietnam 51.0
Repubblica Centrale Africana 50.4
Nepal 50.4
Laos 50.1
Micronesia 50.1
Algeria 49.6
Etiopia 49.4
Liberia 49.3
Burundi 49.0
Maldive 49.0
Togo 48.8
Sierra Leone 48.3
Haiti 48.1
Bielorussia 48.0
Sao Tome e Principe 48.0
Bolivia 47.9
Lesotho 47.9
Comoros 47.5
Angola 47.3
Ecuador 46.9
Argentina 46.7
Ucraina 46.3
Uzbekistan 46.0
Kiribati 45.9
Chad 45.2
Isole Solomon 45.0
Timor-Leste 43.7
Repubblica del Congo 43.5
Iran 43.2
Turkmenistan 42.6
Guinea Equatoriale 42.3
Repubblica Democratica del Congo 39.6
Burma 39.2
Eritrea 36.3
Venezuela 36.1
Zimbabwe 28.6
Cuba 28.5
Corea del Nord 1.5

martedì 28 maggio 2013

l'Italia deve 6 milioni di euro ad ogni triestino!!!


Esame di Estimo: calcola l'impatto economico che ha avuto l'annessione di Trieste all'Italia, determina dei criteri di stima; calcola il valore complessivo.


Stima dei mancati guadagni; criterio:


  1.  individuare il PIL delle città Porto del Nord Europa
  2. confrontarlo con il PIL attuale di Trieste
  3. moltiplicare l'eventuale differenza per il numero di anni


Svolgimento:


PIL procapite Anversa (2005): € 35.987,00

PIL procapite Brema (1995): € 36.900,00

PIL procapite Amburgo (2008): € 50.504,00

PIL procapite Rotterdam (2009): € 39.184,00

attualizziamoli al 2009 con una crescita del 1,8%

Media: € 47.000,00

Note: stima per difetto, ci siamo limitati al PIL medio olandese e di Brema, pur sapendo che le singole città hanno un PIL più elevato.

PIL procapite Trieste (2009): € 23.405,00 (fonte: http://www.blitzquotidiano.it/economia/reddito-pro-capite-milano-in-testa-caserta-ultima-222654/)

Differenza dalla media: € 23.595,00

Criterio:
non c'è alcun dubbio che l'Italia prese Trieste che era il 7° Porto del Mondo, e che le condizioni attuali geo-economiche vedono il Porto di Trieste ancora più favorito rispetto il 1913.
Sappiamo che l'Italia ha depredato Trieste delle sue migliori attività economiche (Cantieri, Compagnie di Navigazione...) per redistribuirle sul suo territorio e sappiamo che non ha investito nelle infrastrutture che permetterebbero a Trieste di essere nuovamente uno dei primi Porti europei.
Non solo; l'Italia ha investito in tutti gli altri Porti italiani penalizzando Trieste (vedi Gioia Tauro ed altri).

Periodo di accumulazione: anni 56 (2010-1954)

PIL mancante alla città di Trieste: € 5.538.793.250 (PIL pro capite * 236.500 abitanti)

Ma ci sono gli interessi: media semplice del 5% (andamento degli interessi legali nel dopoguerra; formula delle annualità composte posticipate)

PIL accumulato mancante alla città di Trieste: € 1.591.562.543.311

come si legge: millecinquecentonovantun miliardi, 562 milioni, 543 mila e 311 Euro.

PIL mancante per ogni cittadino: € 6.779.981 (diconsi 6 milioni di euro, 779 mila 981) 


Disponibile a correggere i conteggi dietro gentili suggerimenti, faccio notare che:


  • eventuali investimenti effettuati a Trieste dai vari Governi italiani non vanificano il criterio di stima; il PIL di un territorio è già il frutto degli investimeni precedenti. Se l'Italia ha effettuato investimenti sbagliati, questa è un'aggravante e non una scusante
  • il criterio del mancato guadagno è prassi nelle cause risarcitorie; si presume che chi detiene illecitamente dei beni d'altri, qualora questi beni siano un'insieme di attività economiche e producano reddito, il conduttore deve amministrarli con "la diligenza del buon padre di famiglia". Se il conduttore deprime il rendimento economico e svalorizza ciò che sta "custodendo", è tenuto sempre ad un risarcimento
  • tale risarcimento è dovuto anche quando non si prospetta una restituzione dei beni; la "diligenza del buon padre di famiglia" è il minimo che cittadini possono pretendere da un Governo e da tutti gli organi amministrativi ad esso soggetti; vige il concetto di "responsabilità" degli amministratori.
  • il PIL di un territorio racchiude tutte le attività economiche; sono quindi comprese tutte quelle collaterali all'attività portuale; Bremerhaven commercia in automobili, Anversa in preziosi eccetera. Anche Trieste aveva le sue attività collaterali al Porto, delle quali è rimasta solo il commercio e trasformazione del caffè.


FAQ ED OBIEZIONI


Obiezione: “Non si può accumulare la differenza di PIL per 56 anni; nel primo dopoguerra i Porti del Nord erano in condizioni più disastrose di quelli italiani”.

OK, abbuoniamo 12 anni fino al 1965, periodo del “boom economico” nord europeo e ricalcoliamo:

PIL accumulato mancante alla città di Trieste: € 837.149.859.148

come si legge: 837 milioni, 149 centinaia di migliaia, 859 mila e 148 Euro.

PIL accumulato procapite (per ogni cittadino): € 3.566.219 (diconsi 3 milioni 566 mila 219 Euro)


Obiezione: “questo confronto può valere solo da quando esiste il boom dei traffici su container.”

Non siamo d'accordo ma credete che se partiamo solo dal 1970, cambia poco.

Obiezione: "Trieste non può pretendere di essere al 7° posto nelle classifiche dei Porti, l'Impero non esiste più..."

Intanto, l'Impero non esiste più grazie sopratutto al contributo dell'Italia.

Secondariamente, non si pretende di essere il 7° Porto del Mondo, basterebbe essere uno dei primi d'Italia come suggerisce la geografia e le linee di traffico.

Come terza argomentazione, l'Impero Asburgico conta poco, perché il Porto di Trieste superò i record di traffici storici (del 1913) sotto il GMA. Vedi documentazione sui rapporti economici del GMA.


Contro obiezione: visto che rompete le scatole, possiamo fare i calcoli dal 1918. Togliamo gli anni di guerra, i primi due di amministrazione provvisoria ed anche i quattro anni della crisi del 1929. Siamo buoni ed abbassiamo il tasso degli interessi legali al 3% (non ho voglia di cercare quelli esatti anno per anno). Le cifre raddoppiano.



fonte per il PIL procapite delle altre città-porto; wikipedia

fonte per i calcoli finanziari: http://www.arte2.it/