giovedì 30 maggio 2013

La questione Trieste

La stampa locale e nazionale è stranamente riottosa nel trattare la questione di Trieste e del Territorio Libero di Trieste... quindi, vedere finalmente un articolo che dice le cose come stanno è un avvenimento che va non solo segnalato, ma quasi celebrato!

Su "Notizie Radicali" è comparso l'articolo "La questione Trieste", a firma di Walter Mendizza.

Articolo chiaro, lucido, che non le manda a dire ai responsabili, ed anche un po' encomiabilmente "politicamente scorretto" (soprattutto in considerazione del fatto che, con la correttezza, fino ad oggi non si è concluso nulla...)
Avrei voluto scrivere io una sintesi così efficace della storia triestina dell'ultimo secolo, un'esposizione così lucida ed analitica dei grandi mali che ingiustamente ci affliggono...

Articolo condivisibilissimo, e del quale bisogna godersi la lettura come un vino aspro del Carso.

La crisi inarrestabile causata dal malgoverno italiano ha distrutto l’economia di un territorio avuto in amministrazione provvisoria con il Memorandum di Londra del 1954 e che a poco a poco si è trasformata in un incubo per i cittadini amministrati. Una terra dalle potenzialità di sviluppo enormi in virtù dei suoi punti franchi (unici in Europa) e del suo Porto Internazionale, ridotta alla miseria, almeno fino a quando rimarrà sotto controllo dello Stato Italiano. (continua a leggere)

martedì 28 maggio 2013

l'Italia deve 6 milioni di euro ad ogni triestino!!!


Esame di Estimo: calcola l'impatto economico che ha avuto l'annessione di Trieste all'Italia, determina dei criteri di stima; calcola il valore complessivo.


Stima dei mancati guadagni; criterio:


  1.  individuare il PIL delle città Porto del Nord Europa
  2. confrontarlo con il PIL attuale di Trieste
  3. moltiplicare l'eventuale differenza per il numero di anni


Svolgimento:


PIL procapite Anversa (2005): € 35.987,00

PIL procapite Brema (1995): € 36.900,00

PIL procapite Amburgo (2008): € 50.504,00

PIL procapite Rotterdam (2009): € 39.184,00

attualizziamoli al 2009 con una crescita del 1,8%

Media: € 47.000,00

Note: stima per difetto, ci siamo limitati al PIL medio olandese e di Brema, pur sapendo che le singole città hanno un PIL più elevato.

PIL procapite Trieste (2009): € 23.405,00 (fonte: http://www.blitzquotidiano.it/economia/reddito-pro-capite-milano-in-testa-caserta-ultima-222654/)

Differenza dalla media: € 23.595,00

Criterio:
non c'è alcun dubbio che l'Italia prese Trieste che era il 7° Porto del Mondo, e che le condizioni attuali geo-economiche vedono il Porto di Trieste ancora più favorito rispetto il 1913.
Sappiamo che l'Italia ha depredato Trieste delle sue migliori attività economiche (Cantieri, Compagnie di Navigazione...) per redistribuirle sul suo territorio e sappiamo che non ha investito nelle infrastrutture che permetterebbero a Trieste di essere nuovamente uno dei primi Porti europei.
Non solo; l'Italia ha investito in tutti gli altri Porti italiani penalizzando Trieste (vedi Gioia Tauro ed altri).

Periodo di accumulazione: anni 56 (2010-1954)

PIL mancante alla città di Trieste: € 5.538.793.250 (PIL pro capite * 236.500 abitanti)

Ma ci sono gli interessi: media semplice del 5% (andamento degli interessi legali nel dopoguerra; formula delle annualità composte posticipate)

PIL accumulato mancante alla città di Trieste: € 1.591.562.543.311

come si legge: millecinquecentonovantun miliardi, 562 milioni, 543 mila e 311 Euro.

PIL mancante per ogni cittadino: € 6.779.981 (diconsi 6 milioni di euro, 779 mila 981) 


Disponibile a correggere i conteggi dietro gentili suggerimenti, faccio notare che:


  • eventuali investimenti effettuati a Trieste dai vari Governi italiani non vanificano il criterio di stima; il PIL di un territorio è già il frutto degli investimeni precedenti. Se l'Italia ha effettuato investimenti sbagliati, questa è un'aggravante e non una scusante
  • il criterio del mancato guadagno è prassi nelle cause risarcitorie; si presume che chi detiene illecitamente dei beni d'altri, qualora questi beni siano un'insieme di attività economiche e producano reddito, il conduttore deve amministrarli con "la diligenza del buon padre di famiglia". Se il conduttore deprime il rendimento economico e svalorizza ciò che sta "custodendo", è tenuto sempre ad un risarcimento
  • tale risarcimento è dovuto anche quando non si prospetta una restituzione dei beni; la "diligenza del buon padre di famiglia" è il minimo che cittadini possono pretendere da un Governo e da tutti gli organi amministrativi ad esso soggetti; vige il concetto di "responsabilità" degli amministratori.
  • il PIL di un territorio racchiude tutte le attività economiche; sono quindi comprese tutte quelle collaterali all'attività portuale; Bremerhaven commercia in automobili, Anversa in preziosi eccetera. Anche Trieste aveva le sue attività collaterali al Porto, delle quali è rimasta solo il commercio e trasformazione del caffè.


FAQ ED OBIEZIONI


Obiezione: “Non si può accumulare la differenza di PIL per 56 anni; nel primo dopoguerra i Porti del Nord erano in condizioni più disastrose di quelli italiani”.

OK, abbuoniamo 12 anni fino al 1965, periodo del “boom economico” nord europeo e ricalcoliamo:

PIL accumulato mancante alla città di Trieste: € 837.149.859.148

come si legge: 837 milioni, 149 centinaia di migliaia, 859 mila e 148 Euro.

PIL accumulato procapite (per ogni cittadino): € 3.566.219 (diconsi 3 milioni 566 mila 219 Euro)


Obiezione: “questo confronto può valere solo da quando esiste il boom dei traffici su container.”

Non siamo d'accordo ma credete che se partiamo solo dal 1970, cambia poco.

Obiezione: "Trieste non può pretendere di essere al 7° posto nelle classifiche dei Porti, l'Impero non esiste più..."

Intanto, l'Impero non esiste più grazie sopratutto al contributo dell'Italia.

Secondariamente, non si pretende di essere il 7° Porto del Mondo, basterebbe essere uno dei primi d'Italia come suggerisce la geografia e le linee di traffico.

Come terza argomentazione, l'Impero Asburgico conta poco, perché il Porto di Trieste superò i record di traffici storici (del 1913) sotto il GMA. Vedi documentazione sui rapporti economici del GMA.


Contro obiezione: visto che rompete le scatole, possiamo fare i calcoli dal 1918. Togliamo gli anni di guerra, i primi due di amministrazione provvisoria ed anche i quattro anni della crisi del 1929. Siamo buoni ed abbassiamo il tasso degli interessi legali al 3% (non ho voglia di cercare quelli esatti anno per anno). Le cifre raddoppiano.



fonte per il PIL procapite delle altre città-porto; wikipedia

fonte per i calcoli finanziari: http://www.arte2.it/


sabato 25 maggio 2013

TLT - Movimento Trieste Libera SPOT HD - English version

La "redenzion" de Trieste come no i ve la ga mai contada...


Oggi xe el giorno de la vergogna. Uno dei tanti, ma el più famoso. I alleati neutrali, gaveva firmà un patto col nemico el giorno 26 aprile. Appena el giorno 5 maggio i se gaveva cancellà dall'alleanza. Traditori, senza nissun dubbio, senza nissun specio dove rampigarse. I trattava col nemico zà dall'estate del 1914, e i se scriveva de "fingere interesse nelle trattative con l'Austria". Che ghe gaveva offerto più de quel che i voleva fin al gennaio del 1915 (Trento), pur de esser lassadi in pase. Tra le varie robe, iera Trieste città aperta (se parlava de una specie de TLT ancora prima de la 1° guerra), e riciamàr dal fronte tutti i nostri nonni. In aprile la "trattativa" comprendeva Trento, el Friùl austriaco meno Gorizia. I traditori voleva de più, francesi inglesi e russi, ghe gaveva promesso robe che no iera sue. Le nostre terre, le nostre anime. I ne gaverìa cambià la memoria, fatto el lavaggio del zervel, i ne gaveria cambià i cognomi e insegnà a odiàr le nostre radici, i nostri cugini e rider dei nostri nonni. Da la conoscenza de almeno 3 lingue, fussimo passàdi ad una sola, a furia de botte in testa e s'ciafe ai fioi che no parlàva italiàn per strada. I ne gaveria portà miseria, ignoranza e cattiveria. Oltre alla malavita e alla corruziòn, ultimamente el bunga bunga.

Novembre 1918: coprifuoco e legge marziàl. I militari che torna dalla guerra vien portài nel campo de Gradisca, in Castel, i vien ciamadi traditori e a volte pestadi. Per strada, i ghe spùda.

Dicembre 1918: i dipendenti del Comùn con cognome sospetto, i xe ancora senza paga.

Gennaio: la spagnola imperversa. Le gru del porto sud xe stade zà smontade, destinaziòn Venezia. El porto Nord no vignerà mai più dragà.

Febbraio: i ga za brusà tutto el carbòn dei gasometri per le sue luminarie, la gente no ga gas a casa. Lori nianche saveva che el gas rivava nelle case.

Marzo: la città xe senza acqua, i aquedotti xe rotti e nissun li ripara. Sbarca le navi de coloni, i devi sostituìr i nostri licenziài. Impiegati de la posta, ferrovieri, finanzieri, doganieri, carabinieri, solito. I giornalisti esteri scrivi che la città xe senza lavòr, che se perseuguita i operai con cognome slovèn, che el porto xe fermo, che se aggira per la città delle masse de disperài come barboni, senza magnàr e co' le scapre ligade col spago.

Giugno: sembra che la camera de commercio e i sindacati gabbi domandà l'indipendenza. Ormài, quasi tutti i triestini de lingua madre tedesca, insieme con quei che se gaveva distinto in guerra, i xe za scampai in Austria. Comincia l'esodo de altri, che se i ga parenti oltre confìn i va nel Regno de Yugoslavia. Alla fine sarà andài via 12-13 mila in Austria e i altri 40 mila in Yugo e in Argentina.

La tragedia continua, l'Italia xe solo occupante insieme con inglesi, francesi e americani, no come che i la conta, che Trieste sarìa "tornada" all'Italia el 4 novembre. No xe vero un clinz, i alleati anderà via più tardi e i 'taliàni gaverà la sovranità de Trieste solo nel febbraio del 1920 o come scritto sul Tribunal, nel 1924. Tutto quel che i ga fatto prima, xe illegale anche formalmente.

Settembre 1920: esplodi per fame e disoccupaziòn, la rivolta de San Giacomo. In città iera za i arditi che tirava bombe e brusava i circoli socialisti, Giunta spacciava cocaina in Acquedotto. El fascismo xe nato a Trieste. Naturalmente, tutti cabibbi meno 3-4 triestini ex irredentisti bandierette, che xe la vergogna de la città ma un de lori ga addirittura una scola e un'altro un ricreatorio in sua memoria.

Dopo 4 giorni de rivolta, ghe pensa la Brigata Sassari demolindo le barricate de San Giacomo a cannonade, un per de colpi finissi anche su le case. Una decina de morti ufficiali.

La tragedia continua...

venerdì 24 maggio 2013

24 maggio: oggi commemoriamo...

...l'anniversario dell'infame tradimento del Regno d'Italia nei confronti dell'Impero Austroungarico e del Reich tedesco.

Già, perché i più (che cianciano di "onore d'Italia" e balle varie) sorvolano elegantemente sul fatto che l'Italia nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, era legata all'Austria-Ungheria ed alla Germania dalla Triplice Alleanza. E lo era da ben 32 anni...

Dapprima, nel 1914, l'Italia dichiarò la propria neutralità, in forza di un'interpretazione stiracchiata dell'art. 4 del trattato di alleanza.

Dopodiché, l'Italia iniziò un infame mercanteggiamento diplomatico, una vera e propria asta a chi offriva di più tra i due contendenti, per decidere a fianco di chi scendere in guerra.

Questo mercanteggiamento fu condotto da Sidney Sonnino, Ministro degli esteri del regno d'Italia, e si protrasse fino al 4 maggio 1915.
In tale data infatti, dopo un ultimo incontro a Londra nel corso del quale venne definito con precisione il prezzo dell'onore italiano (c.d. "patto di Londra"), il 4 maggio l'Italia rompeva l'alleanza con l'Austria Ungheria ed il 24 maggio entrava ufficialmente in guerra contro l'ex-alleato.

Quindi, cari i miei patrioti italiani: ricordate che fino un mese prima dell'entrata in guerra dell'Italia, la situazione era ancora oltremodo incerta; e che gli stessi fanti che attraversarono il Piave "calmo e placido", avrebbero potuto benissimo invece rivolgere il loro passo in direzione della Francia: era solo una questione di prezzo...

giovedì 23 maggio 2013

Tasse italiane a Trieste? ILLEGALI!!!!



Ecco la spiegazione del perché tasse ed imposte italiane a Trieste sono illegali e non sono dovute.
Un furto ai danni di Trieste e dei suoi cittadini che si protrae da 59 anni... ma che speriamo non arriverà a compierne 60.

Il tutto davanti alla tana del leone: l'Agenzia delle Entrate.

quando si vota nelle scuole pubbliche...


Domenica e lunedì si vota nelle scuole pubbliche.
Guardatevi intorno, guardate i soffitti, i bagni, le porte, l'intonaco.
Guardate dove noi tutto il giorno viviamo e cerchiamo nei nostri limiti umani di costruire, formare, conservare una memoria.
Guardate dove lavoriamo, in che condizioni e pensate che i vostri figli, i vostri nipoti passano più tempo della loro vita dentro quelle aule che in casa vostra.
E pensate che lì si forma un cittadino, la sua libertà, la sua vita. 
POI VOTATE.

Questo bellissimo cartello (che mi è stato, purtroppo, segnalato con qualche settimana di ritardo rispetto alle ultime elezioni) a Trieste va contestualizzato.

Avremmo dovuto leggerlo per tutti gli ultimi 59 anni, in tutte le occasioni in cui siamo stati a votare per delle elezioni illegittime nel Territorio Libero di Trieste, che riguardavano lo stato che occupa il nostro territorio con un mandato di amministrazione fiduciaria, ma non ne ha la sovranità.
E vedere come progressivamente in questi 59 anni le scuole triestine decadevano: sia in termini di edilizia scolastica, ma anche di qualità dell'insegnamento.
Oggi, che siamo finalmente consapevoli che "TRIESTE NON E' ITALIA", alla prossima tornata elettorale (che non è lontana...) questo cartello andrà completato con un bel "POI ESERCITATE IL VOSTRO DIRITTO DI NON-VOTO ATTIVO"